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Vatanen Ari

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Probabilmente è il migliore pilota di rallye di tutti i tempi, e per diverse ragioni.
Una perchè ha guidato all'epoca delle Gruppo B, e bisognava avere il cosiddetto “manico”per guidare una di quelle potentissime vetture.
Un episodio che avvalla la tesi che Ari sia stato uno dei migliori piloti di tutti i tempi avvenne al Monte Carlo 1985, Ari era in testa davanti a Röhrl.Con la sua Peugeot 205 correva in maniera perfetta, mantenendo un ritmo veramente elevato, ma per un disguido il copilota Harryman timbrò al raggruppamento di Gap con 4 minuti d'anticipo, e quindi come prevede il regolamento l'equipaggio fu penalizzato di 8 minuti. Jean Todt allora direttore sportivo della Peugeot,  fece un rapido calcolo, e concluse che sarebbe stato matematicamente impossibile che Ari riuscisse nell’intento di raggiungere Röhrl passato a condurre la classifica, dati i pochi km ancora da percorrere.
Ma Ari con la sua consueta e incredibile calma disse a Todt: "Oggi vinciamo lo stesso". Ari incominciò la sua rimonta, recuperando minuto dopo minuto, spingendo la 205 como solo lui sapeva fare, ma “Kaiser” Röhrl non restava a guardare e con la sua Audi Quattro mantenne il vantaggio. Si arrivò ai piedi del colle di Saint-Raphaël: il percorso della prova speciale era caratterizzato da un tratto in salita di circa  8 km con il fondo innevato e da un tratto in discesa di 22 km di asfalto asciutto, quindi la scelta dei pneumatici fu molto difficile e decisiva.
Ari scelse le gomme da neve, che a detta di tutti  lo avrebbe condannato alla 2a posizione. Ma tuttavia la prima vettura che arrivò al controllo orario fu la 205T16 di Vatanen – Harryman e due minuti più tardi la Audi Quattro Sport di Röhrl.
Ari vinse, provando a tutti che era un campionissimo.
Vatanen, scelse come vetrina il Rally di casa il “1000 laghi” con l’intenzione di farsi notare dai molti direttori sportivi delle squadre impegnate nel campionato mondiale.
Si presentò al via al volante di una Opel Ascona privata, ottenendo tempi di tutto rispetto a cospetto di piloti più affermati e che disponevano di vetture sicuramente migliori e più potenti. I “guru” del rallysmo mondiale indicarono subito il giovane Ari come il nuovo "prodigio" finlandese, un vero "Finlandese Volante".
Questa sola prestazione gli valse il primo contratto di pilota ufficiale, con la Ford.
E poi fu Jean Todt a volerlo in casa Peugeot come pilota di punta del team di oltralpe.
Le sue doti veramente speciali di condurre le vetture sempre al limite, lo portavano ad essere quasi sempre imbattibile, ma se qualche cosa andava storto e si trasformava in un incidente questo era unico come dinamica e violenza, ma quando in Argentina, nel 1985 la sua 205 decollò a oltre 200kmh, tutti restarono con il fiato sospeso.
Quella volta Ari sfiorò la morte. La riabilitazione fu talmente lunga che non riuscì più a ritornare in maniera costante nel circo dei rallye, dove aveva già conquistato il
titolo mondiale 1981.
Dopo l'incidente del 1985, accettò una nuova sfida lanciata dalla Peugeot : quella dei rallye-raid.
Todt aveva fiducia in lui, ed insieme vinsero praticamente tutto...dalla Parigi-Dakar, molto di moda in quegli anni, alla salita di Pikes Peak in Colorado, passando per il rallye dei Faraoni, sempre in compagnia della 405 T16, evoluzione ancora più mostruosa della 205 T16. Ed anche in queste competizioni, Ari scrisse una delle più belle pagine della storia dell'automobilismo.
Era il 1989, la Peugeot dominava in lungo ed in largo la Parigi-Dakar, con due vetture: le 405 T16 di Vatanen e Ickx. Il combattimento tra i due era all'apice quando, una sera alla fine di una tappa, à Gao precisamente, con Ari reduce da un tonneau e Ickx che aveva confidato a Todt che stavano andando veramente troppo forte, Jean Todt fece un appello ai suoi piloti, gli chiese di alzare il piede. Estrasse una moneta da 10 franchi per sorteggiare il vincitore, che fu Vatanen.
Ickx avrebbe dovuto dunque lasciar passare il finlandese al comando. Tuttavia questo sorteggio fu al centro di una polemica, perchè veniva contro all'animo sportivo della corsa. La storia ha voluto che il giorno dell'arrivo a Dakar Ickx, che era stato evidentemente spazientito dalla cosa, corse per vincere, ma aspettò il finlandese sulla linea del traguardo. Per dimostrare che il vincitore legittimo era lui. Ari, quel giorno, aveva trovato forse qualcuno più forte di lui ?


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