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ARTICOLO GENTILMENTE CONCESSO DA : WWW.LANCIARALLY037.com

Nel mondo dei rally e delle corse in genere è cosa assai frequente che un gruppo di amici o di appassionati decidano, quasi sempre per gioco di unire le proprie forze per correre in macchina oppure per creare una associazione che permetta loro di vivere a pieno contatto con la loro passione. I più fortunati riescono a volte nel realizzare il proprio scopo ed è quello che è successo a Giorgio Leonetti, abile imprenditore torinese che, nel 1975 fonda a Torino la scuderia Brunik. Leonetti, inizia questa attività quasi per gioco ben consapevole di come è fatto l'ambiente dei rally. Infatti anni prima, nel 1969, egli correva già come navigatore e come pilota a bordo di vetture come Porsche, Lancia Stratos e Fiat 131 Abarth. L'idea di fondare una propria scuderia, all'abile manager è venuta proprio durante tale periodo. Per correre ad alti livelli spesso occorreva pianificare le gare, gestendo al meglio le ricognizioni, dislocando le assistenze nei punti strategici in modo da avere sempre a portata di mano le giuste gomme e i giusti ricambi. Leonetti, perfezionista nello svolgere questo compito, nel 1975 decise di migliorare questa sua attività acquistando tre FIAT 125, da utilizzare come macchine veloci per le assistenze potenziando così in questo modo un meccanismo fondamentale per lo svolgimento di un rally. Per affrontare le gare in modo più serio e preparato decise quindi di appendere il casco al chiodo e di dedicarsi alle corse da un punto di vista logistico. Nacque quindi la scuderia Brunik e, dopo sei anni di praticantato, divenne il punto di riferimento per le scuderie nazionali con la conquista nel 1981 del titolo tricolore.
 Nel 1982 la svolta decisiva. Leonetti capisce che è il momento di puntare in alto e decide con il benestare dell'ex-presidente Bosetti, di far rivivere i fasti della Tre Gazzelle, una scuderia che era considerata l'elite del mondo rallistico agli inizi degli anni '70. L'obiettivo era quello di primeggiare nel Campionato Italiano Rally e puntualmente il successo arriva con la conquista del titolo tricolore riservato alle scuderie e della vittoria nel gruppo N, categoria riservata alle vetture prodotte in grande serie.
Nella stagione 1983 la Tre Gazzelle si presenta ai nastri di partenza alla pari del Jolly Club e della Grifone, grazie all'appoggio di numerosi sponsor e delle case automobilistiche Lancia e Alfa Romeo che affidano la gestione delle proprie vetture, sui campi di gara, alla scuderia torinese. Numerosi equipaggi titolati portano il marchio Tre Gazzelle sulle fiancate delle proprie auto, tra i quali gli indimenticabili Ormezzano - Berro su alfa GTV6 gruppo A e Cinotto-Cresto con la neonata Lancia Rally 037. Per questi ed altri equipaggi una organizzazione davvero professionale composta da uno staff di meccanici dotati di ogni attrezzatura per effettuare qualsiasi intervento meccanico in ogni luogo e in ogni situazione.
Con l'arrivo dei gruppi B e della Lancia 037 in particolare, arrivano anche i primi " veri e importanti successi" per il team bianco-arancio.
La stagione 1984 inizia alla grande grazie ad un pilota veloce e regolare, uno che si è fatto le ossa nel trofeo A112, sfuggitogli di mano solo per ordini di scuderia e che ha dimostrato di saperci fare anche con vetture da assoluto, in particolar modo la LANCIA 037. Stiamo parlando di Carlo Capone, arrivato alla corte di Leonetti in punta dei piedi dimostrando subito di che pasta era fatto. Le vittorie nei rally Boucles de Spa, Race Rally, Zlatni Piassatzi, uniti ai piazzamenti nelle restanti gare portano alla Tre Gazzelle il successo continentale.
L'avventura continentale nel 1985 inizia con ottimismo. Due forti equipaggi vengono schierati per bissare il successo dell'anno precedente ovvero Zanussi-Cresto e Pregliasco-Cianci più un terzo, Snijers-Colebunders supportato dal team belga Bastos nella disputa del titolo nazionale. Per tutti una vettura in comune: la Lancia 037, un'auto collaudata, capace ancora di dettare legge sulle strade europee nonostante lo strapotere delle vetture a quattro ruote motrici. Zanussi e Pregliasco, al termine di una stagione avara di successi saranno rispettivamente quarto e quinto nella classifica finale con un solo successo a testa, ad Antibes per Zanussi e a Cipro per Pregliasco. Le cose invece vanno meglio a Snijers che ottiene il titolo belga portando alla Tre Gazzelle il secondo successo importante, sebbene ottenuto in terra straniera.
Nel 1985 altri piloti hanno corso per con i colori bianco-arancio, tra i quali Attilio Bettega, secondo in Costa Smeralda, e Adartico Vudafieri, primo nel Rally pistaiolo di Monza.
Il 1986 è l'ultimo anno della partecipazione ai rally delle vetture di gruppo B. Le maggiori scuderie nazionali Jolly Club e Grifone impegnate rispettivamente nei campionati Italiano ed Europeo primeggiano in quasi tutte le competizioni ottenendo i successi in entrambe i campionati. Un merito va sicuramente ai loro piloti di punta, Dario Cerrato per il Jolly e Fabrizio Tabaton per la Grifone, ma anche alle loro Lancia Delta S4 imbattibili nelle gare continentali. Il programma del gruppo Lancia non prevedeva una S4 per la Tre Gazzelle, costretta ad un ruolo secondario nel campionato Europeo, con la "vecchia" 037 ormai spremuta al massimo. Gli equipaggi presenti nella serie continentale sono Pregliasco- Cianci,ottavi nella classifica finale, i giovani Panontin - Ferfoglia, all'esordio sulla 037 dopo la vittoria nel trofeo Fiat Punto e i belgi Snijers-Colebunders, in lotta fino all'ultima gara per la vittoria finale del campionato perso contro un Fabrizio Tabaton in forma strepitosa. Per la Tre Gazzelle, in questa ultima performance dei gruppi B, molti piazzamenti e un solo successo, ottenuto da Snijers sugli sterrati di Cipro.
L'anno seguente la scuderia torinese lo affronta ancora con un unica vettura, la nuova Lancia Delta 4WD che viene affidata al Belga Snijers per ritentare la scalata al titolo Europeo, ma anche questa volta non ci sono speranze per il Team bianco - arancio contro un Dario Cerrato inarrestabile, sicuramente uno tra i migliori interpreti della vettura targata Abarth.
Nel 1989, infine, dopo un anno trascorso in sordina la Nuova Tre Gazzelle ritenta la scalata al successo continentale. Nell'ultimo periodo Leonetti lascia l'incarico a Guido Verenus, coadiuvato magistralmente da Maurizio Perissinot, rientrato anch'egli nel giro dopo lo spaventoso incidente avuto al Tuor de Couse. Questa volta le vetture schierate non sono più le potenti 037 gruppo B, ma delle Lancia Delta 4WD gruppo N, preparate e gestite con la stretta collaborazione dell'Abarth. L'avventura del neonato Challenge Gruppo N non porta i risultati sperati: un campanello di allarme, forse, per un ritiro annunciato dal mondo delle corse che puntualmente è arrivato dopo anni trascorsi al massimo. I grandi successi della "piccola" scuderia ufficiale non possono essere di certo dimenticati soprattutto quelle grandi battaglie, in maniera amichevole si intende, con i rivali di sempre del Jolly.

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