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Rohrl Walter

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Nato a Regensburg (Germania) il 07/03/1947 Walter Röhrl è certamente uno dei più grandi rallysti di sempre; tra le sue grandi imprese ricordiamo le quattro vittorie al Rally di Montecarlo: un vero record! Solo altri due grandi piloti hanno ottenuto altrettanti successi nel "rally dei rally": il mitico Sandro Munari e Tommi Mäkinen (che nel 2002 ha segnato la quarta vittoria consecutiva). Walter può però vantarsi di averlo vinto con quattro auto diverse.
Partecipa al suo primo rally (il Bavarian) nel 1967 con una Fiat 850 Coupé e prima di entrare nel giro mondiale nel 1973, corre pure in pista con la Ford Capri. La sua carriera è fulminante: nel 1974 diventa campione europeo con l'Opel Ascona e l'anno successivo vince la sua prima gara nel mondiale. Si tratta dell'Acropolis, dove oltre a battere lo squadrone Lancia vince con un distacco incredibile: il secondo arrivato è a 25 minuti, il terzo addirittura a oltre 2 ore!!!
Nel 1978 la svolta: Röhrl passa alla Fiat e con la 131 Abarth vince due gare; nel 1980 ne vince quattro e diventa campione del mondo, coronando il suo sogno: vincere il Rally di Montecarlo, che per lui era molto più importante del titolo mondiale.
A fine stagione firma un contratto con la Mercedes per un programma a lungo termine riguardante una vettura rivoluzionaria a quattro ruote motrici, ma il programma salta e Walter nel 1981 rimane spiazzato, accontentandosi di fare qualche rally del campionato tedesco con una Porsche privata.
Nel 1982 passa all'Opel e con l'Ascona vince per la seconda volta il Montecarlo e il titolo mondiale.
Il 1983 doveva essere un anno di pausa: Röhrl si accorda con Fiorio per disputare sei gare con la Lancia Rally-037 e segna un record: è il primo rallysta a sfondare col proprio ingaggio il muro del miliardo di lire!
Il suo scopo principale sarebbe stato aiutare il team e Alen a vincere i rispettivi titoli; per fare ciò avrebbe accettato tutti gli ordini di scuderia, tranne che nel "suo" rally, il Montecarlo.
Su sei rally ne vince tre (tra cui il Montecarlo), fa due secondi posti e un terzo; a metà stagione è in testa al mondiale e la Lancia gli propone di fare qualche gara in più per vincere il titolo piloti, ma lui rifiuta: non è interessato. Al termine del campionato giunge secondo dietro Hannu Mikkola (Audi).
Ancora oggi Walter ricorda il 1983 come la migliore stagione della sua carriera e non è affatto pentito di avere rinunciato al mondiale. Nonostante ciò in quell'anno ha sempre dato il massimo per la squadra, portandola alla conquista del titolo costruttori.
Nel 1984 passa all'Audi perchè vuole confrontarsi con Stig Blomqvist sulla stessa auto; anche lì il contratto prevede la solita clausola: Röhrl è a disposizione della squadra, tranne che al Montecarlo dove "...non avrei ascoltato nessuno!".
E vince per la quarta volta il rally del principato, nonostante un tentativo di boicottaggio da parte della stessa Audi: il d.s. Roland Gumpert aveva fatto montare gomme sbagliate sull'auto di Walter per favorire Mikkola e Blomqvist!
Disputa in totale sei rally, collezionando ben quattro ritiri, soprattutto per problemi tecnici.
Nel 1985 è ancora all'Audi: disputa un programma più ampio (otto gare), ma vince solo un rally, il Sanremo, che è anche la sua ultima vittoria nel mondiale. Chiude la sua carriera mondiale nel 1987, sempre con l'Audi, all'Acropolis con un ritiro.
Walter era famoso per il suo stile di guida molto pulito che gli permetteva di mantenere integre le vetture anche in rally massacranti come il Safari o l'Acropolis. Uno stile di guida non innato ma acquisito col tempo: infatti agli inizi era ben nota la sua guida spettacolare, ma nel 1978, col passaggio alla Fiat, la nuova 131 Abarth lo costrinse a modificare radicalmente il suo stile per ottenere il massimo dalla vettura. Cambiamento perfezionatosi poi con l'esperienza in pista dovuta al programma con la Lancia nel mondiale endurance.
E' infatti doveroso ricordare che tra il 1979 e il 1980, Röhrl era sì impegnato con la Fiat nel mondiale rally, ma gareggiava anche su pista con la Lancia Beta Montecarlo Turbo Gruppo 5 ottenendo ottimi risultati, culminati con la conquista del mondiale endurance per costruttori.
Di Röhrl si ricorda molto bene anche la sua incredibile capacità di guidare nella nebbia, sia su pista che nei rally: per esempio al rally del Portogallo del 1981 in una PS di 45km diede 5 minuti di distacco al secondo (Markku Alen).
Tutto ciò contribuiva a renderlo estremamente veloce su qualsiasi tipo di fondo: asfalto, terra, ghiaia e neve; le quattro vittorie al Montecarlo lo dimostrano ampiamente.
Qualche aneddoto su di lui: rally Il Ciocco del 197?, Pinto parte primo con la Stratos, Pregliasco secondo sempre su Stratos e Röhrl terzo su Opel Kadett, quindi due minuti dopo Pinto; dopo circa 10 km li supera entrambi: era una PS totalmente avvolta nella nebbia... ma non solo! Alla PS successiva Pinto si ferma e fa passare Röhrl per poterlo seguire e giungere indenne al traguardo!!!
Al Sanremo 1983 Walter vince 39 PS su 45, rompe il compressore, perde 15 minuti e arriva comunque secondo.
Al Tour de Corse 1983 deve lasciare vincere Alen per ordini di scuderia, ma si ferma platealmente solo a 100 metri dalla fine dell'ultima PS: non era una protesta (lui stesso aveva dichiarato di essere al servizio della squadra), ma un modo per dimostrare che lui solo poteva decidere la sua strategia di gara.
Walter aveva due fissazioni particolari: una era ovviamente vincere il Rally di Montecarlo il maggior numero di volte possibile, l'altra era sfidare i migliori piloti del momento sulle loro stesse auto: ciò spiega il suo frequente migrare da una scuderia all'altra.
Di tutti i compagni di team che ha avuto, ritiene che Henri Toivonen (1982 con l'Opel) sia stato "...l'unico capace di essere veloce quanto me, anche se si prendeva molti più rischi...".
La vettura che più ha amato è stata la Lancia Rally-037: "...quella che si adattava di più al mio stile... era perfetta".
Ha vinto complessivamente 14 rally nel mondiale e vanta anche una vittoria alla cronoscalata del Pikes Peak nel 1987, dove segnò il record assoluto dell'epoca. Attualmente è test-driver e uomo immagine della Porsche; partecipa anche a rally riservati alle "vecchie glorie" e a raduni storici. Di recente è anche stato protagonista di una campagna pubblcitaria per i pneumatici invernali della Pirelli.


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