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Lancia Delta S4

Schede vetture > Lancia

MOTORE : Posteriore centrale longitudinale 4 cilindri in linea
CILINDRATA : 1759 cc. (1759 x 1,4 = 2463 cc.)
ALESAGGIO : 88,5 x 71,5 mm.
POTENZA : 480 CV a 8400 giri
COPPIA MASSIMA : 50 Kgm a 5000 giri
DISTRIBUZIONE : Due assi a camme in testa, quattro valvole per cilindro
ALIMENTAZIONE : Iniezione elettronica Marelli integrata con l’accensione con sovralimentazione misto
TRASMISSIONE : Trazione integrale permanente, 5 marce + retro marcia, differenziale autobloccante centrale tipo ferguson
PESO : 970 Kg
VERSIONI : gr. B - 1986


LA STORIA:

La Delta S4 rappresenta la massima espressione tecnologica della Lancia, oltre ad essere la vettura Gruppo B più estrema mai concepita. Nonostante queste ottime credenziali, essa ha avuto vita breve: introdotta nel 1985 all'ultima gara (il RAC), cesserà la sua carriera al termine del 1986 a causa dell'abolizione del Gruppo B.
Dopo il titolo mondiale del 1983, la Rally-037 inizia un lento declino: la trazione posteriore si dimostra nettamente inferiore a quella integrale nelle prove su fondi non asfaltati, inoltre il compressore volumetrico da punto di forza diventa ben presto un limite molto pesante nei confronti della concorrenza turbocompressa (Audi Quattro e Peugeot 205 T16).
I vertici Fiat erano stati molto previdenti e già nel gennaio 1983 (nemmeno un anno dopo il debutto della Rally-037!) avevano iniziato a studiare un'ipotetica vettura da rally a trazione integrale, il cui progetto inizia ufficialmente nell'aprile dello stesso anno. Questa auto, la prima Lancia a trazione integrale, sarà anche dotata di turbocompressore: uno dei suoi cardini dovrà essere l'assenza di turbo-lag (il ritardo di risposta del turbo, dovuto all'inerzia delle giranti) che invece affligge le Audi e le Peugeot.
Per rispondere a questa esigenza, la nuova Delta S4 (dove S sta per sovralimentata, mentre 4 indica le ruote motrici) adotta un motore rivoluzionario: a una classica architettura a 4 cilindri in linea e 16 valvole per una cubatura di 1759cc, montato centralmente, viene abbinato un inedito sistema di sovralimentazione combinata.
La presentazione ufficiale della S4 avviene nel dicembre 1984, ma quello esposto è ancora un prototipo che necessita di molto lavoro per essere messo a punto: la sovralimentazione combinata dà non pochi grattacapi ai tecnici dell'Abarth e il debutto previsto per agosto 1985 al rally 1000 Laghi di Finlandia slitta all'ultima gara della stagione: il Lombard Rac in Gran Bretagna.
Lo sviluppo dell'auto è affidato al capo collaudatore dell'Abarth, Giorgio Pianta, e successivamente a Massimo "Miky" Biasion.
Durante il 1985 il rally dell'Algarve, prova del campionato nazionale portoghese, vede il debutto assoluto della Delta S4: a condurla c'è Markku Alen. Dopo un buon inizio, si presentano i primi inevitabili problemi e il cedimento dell'albero di trasmissione costringe al ritiro, ma le premesse sono più che buone.
Si arriva quindi in novembre e il team Lancia-Martini iscrive due Delta S4 al RAC, ultima prova del mondiale. Il telaio 201 viene affidato a Markku Alen e Ilkka Kivimaki, che corrono col numero 3, mentre col numero 6 partecipano Henri Toivonen e Neil Wilson, sulla vettura 202.
Al loro esordio le due S4 trionfano occupando le prime due posizioni finali, con Toivonen davanti a Alen.
Cesare Fiorio riassume in poche parole questo successo: "eravamo venuti in Inghilterra con molti timori e punti interrogativi; ancora una volta però abbiamo dimostrato che quando la Lancia si presenta, lo fa sempre ai massimi livelli".
Il 1986 si apre con il rally di Montecarlo, e la Lancia iscrive tre S4: oltre ad Alen e Toivonen c'è anche Massimo "Miki" Biasion, promosso nel team ufficiale dopo tre ottime stagioni al Jolly Club. Miki però ha un incidente e Markku deve ritirarsi per noie meccaniche: rimane Toivonen a difendere i colori e lo fa strepitosamente, vincendo il "rally dei rally" 20 anni dopo il successo di suo padre Pauli. A parere di tutti, Henri è il favorito per il titolo.
Il turno successivo è in Svezia, dove Alen conclude secondo e Toivonen è costretto all'abbandono per problemi al motore; si va quindi in Portogallo, ma lì accade una tragedia: Joaquim Santos con la sua Ford RS-200 investe la folla, troppo vicina alla strada, causando 2 morti e una trentina di feriti.
I piloti Lancia (Alen, Toivonen e Biasion), insieme a tutti gli altri top-driver, decidono di abbandonare la gara, ritenuta troppo rischiosa fin dalla vigilia.
Al Safari viene schierata la "vecchia" Lancia Rally-037 con Alen terzo e Miki ritirato; Toivonen ritorna al Tour de Corse da favorito, ma un'altra tragedia è in agguato, e a pagare questa volta sono proprio Toivonen e il suo copilota italoamericano Sergio Cresto a pagare con la loro vita.
Questa volta è il Team Lancia a decidere per il ritiro dei suoi piloti Biasion e Alen; la Federazione capisce che è ora di farla finita con i bolidi da 600cv mandati a correre su strade inadeguate persino per le auto di tutti i giorni, di lì a poco verrà presa la decisione di abolire il Gruppo B, a partire dall'anno seguente, e di riservare il Campionato Mondiale Rally alle vetture del Gruppo A
Un mese dopo la Corsica c'è la sesta prova del campionato, il rally Acropolis e al fianco di Miki e Markku viene schierato lo svedese Mikael Ericsson, ma solo il primo riuscirà a terminare la massacrante prova con un buon secondo posto.
In Nuova Zelanda le tre S4 occupano secondo, terzo e quarto posto dietro a un inarrestabile Juha Kankkunen a bordo della micidiale Peugeot 205 T16 Evo2, grande rivale della Delta S4.
L'Argentina invece è una gara storica: Biasion conquista lì il suo primo successo nel mondiale, precedendo Alen. In questa occasione, il terzo pilota è l'argentino Jorge Recalde, un vero specialista del suo rally di casa, che conclude al quarto posto.
In settembre si va al 1000 Laghi di Finlandia e la Lancia cambia ancora formazione: ritorna Ericsson, ma manca Biasion sostituito dallo svedese Kalle Grundel. Il risultato è inferiore alle aspettative: il team Peugeot domina conquistando una doppietta, la Lancia si deve accontentare del terzo posto di Alen mentre i due svedesi arrivano quinto e sesto.
E arriva un altro rally che farà discutere: il Sanremo. Grazie alla squalifica delle Peugeot, Alen conquista il primo posto e la Lancia segna una bella tripletta con Biasion terzo e Dario Cerrato (sulla S4 del Jolly Club) secondo. Il team francese presenta ricorso, ma la Federazione convalida il risultato.
La stagione volge al termine, gli impegni di Biasion nel mondiale sono terminati, e al RAC ci sono solo Alen ed Ericcson: Markku arriva secondo davanti al rivale Kankkunen, mentre Mikael si ritira per un guasto al motore.
E finalmente giunge l'Olympus Rally, prova conclusiva del mondiale: Markku Alen precede Kankkunen e vince rally e titolo piloti, mentre il titolo costruttori va alla Lancia.
MA...
Ma una decina di giorni dopo la fine del campionato, la Federazione accoglie il ricorso della Peugeot in merito al rally di Sanremo: la squalifica del team francese viene giudicata immotivata e per rimediare si decide di non conteggiare i punti attribuiti al Sanremo ai fini delle classifiche. In questo modo i titoli mondiali vanno a Juha Kankkunen e alla Peugeot.
Finisce il 1986 e finisce anche il Gruppo B: un periodo breve (1983-86) e intenso che verrà ricordato per le auto strepitose guidate dai più grandi piloti della storia, ma anche per il troppo sangue versato.
La Delta S4 va in pensione forzata, ma il team Lancia non abbandona e rilancia la sfida per l'anno seguente...


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