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Lancia Delta

Schede vetture > Lancia

Versione descritta : Delta HF 1992 “Deltona”gr.A “Martini”

MOTORE : Anteriore trasversale 4 cilindri in linea
CILINDRATA : 1995 cc. (1995 x 1,4 = 2793 cc.)
ALESAGGIO : 84 x 90 mm.
RAPPORTO COMPRESSIONE : 7,75 :1
POTENZA : 295 CV a 7000 giri
COPPIA MASSIMA : 43 Kgm a 4500 giri
DISTRIBUZIONE : Due alberi a camme in testa, quattro valvole per cilindro
ALIMENTAZIONE : Iniezione elettronica IAW Weber con sovralimentazione mediante turbocompressore Garret T3 con intercooler aria/aria
TRASMISSIONE : Trazione integrale permanente con ripartitore di coppia centrale Ferguson a slittamento limitato e differenziale anteriore e posteriore autobloccanti; cambio meccanico a innesti frontali a 6 marce + retro marcia.
SOSPENSIONI : McPherson, anteriori con bracci oscillanti e barra stabilizzatrice, posteriori con barra trasversale e barra stabilizzatrice
FRENI : 4 dischi ventilati, anteriori diam.332 mm. con pinze Brembo a 4 pistoncini, posteriori diam.282 mm. con pinze Brembo a due pistoncini
STERZO : A cremagliera servoassistito
DIMENSIONI (mm.) :
· Lunghezza 3900
· Larghezza 1770
· Altezza 1360
· Carreggiata anteriore 1566
· Carreggiata posteriore 1526
· Passo 2480
PESO : 1200 Kg
VERSIONI :
Lancia Delta HF 4 WD (1986)
Lancia Delta HF integrale 8 valvole (1987)
Lancia Delta HF integrale 16 valvole (1989)
Lancia Delta HF Deltona (1992)

LA STORIA ( Lancia Delta 4 WD gr.A):
Nuova livrea Martini, estetica più aggressiva grazie ai nuovi parafanghi bombati, motore più potente: il 1 marzo 1988 debutta la Delta HF Integrale al Rally del Portogallo, terzo appuntamento del mondiale. Ed è subito trionfo con "Miki" Biasion davanti ad Alex Fiorio ed Yves Loubet. La gara successiva passerà alla storia: Biasion è il primo italiano a vincere il Safari, uno dei rally più impegnativi del mondo.
Ma il 1988 è l'anno dei record... due poker: Acropoli (Biasion, Ericsson, Fiorio, Alen) e SanRemo (Biasion, Fiorio, Cerrato, Alen), un tris in Argentina (Recalde, Biasion, Wittmann), due doppiette (Olympus e 1000 Laghi) e varie vittorie, per un totale di 10 vittorie su 11 rally disputati. Ovviamente arrivano anche i due titoli mondiali, costruttori e piloti (con Biasion).
1989, l'Integrale fa ancora parlare di sè: triplette al MonteCarlo (Biasion, Auriol, Saby), in Portogallo (Biasion, Alen, Fiorio), all'Acropoli (Biasion, Auriol, Fiorio) e in Argentina (Ericsson, Fiorio, Recalde); Auriol si esalta al Tour de Corse, Biasion bissa il Safari. La conquista dei due titoli mondiali (titolo piloti a Biasion) viene celebrata al SanRemo, con il debutto della nuova auto: la Delta HF Integrale 16V.
Massimo Biasion viene acclamato come il più grande rallysta italiano di tutti i tempi e come uno dei più forti in assoluto al mondo.
LA STORIA ( Lancia Delta HF integrale 16 v) :
Sanremo, 7 ottobre 1989. Debutta la nuova Delta HF Integrale 16v. Per l'occasione viene "vestita a festa", adotta infatti una livrea particolare a sfondo rosso, che verrà utilizzata solo in questa gara. Il nuovo sistema di distribuzione e alcune modifiche meccaniche consentono al bolide di casa Lancia di superare agevolmente i 300cv dichiarati imposti dal regolamento. Come d'abitudine la nuova vettura vince già al debutto e consegna i due titoli mondiali a Biasion e alla Lancia.
1990, nuova livrea e Auriol domina il Montecarlo; in Portogallo poi c'è una magnifica "scala reale": cinque Delta ai primi cinque posti, con Biasion in testa. Le successive vittorie al Tour de Corse, in Argentina, in Australia e al Sanremo confermano la supremazia Lancia, ma le prestazioni alterne dei piloti, unite a una stagione eccezionale per Carlos Sainz (Toyota) fanno sì che questa volta ci si debba accontentare del solo titolo costruttori.
1991, sembra iniziare male: la prima vittoria arriva solo al quarto appuntamento (Safari) con Kankkunen, che però si ripete in Grecia, Finlandia, Australia e Gran Bretagna: per Juha è un nuovo titolo mondiale, ma lo è anche per la Lancia con la vittoria di Auriol al Sanremo. Questa volta l'agguerritissima Toyota rimane a secco di titoli.
18 dicembre 1991, ore 18: la Lancia diffonde un comunicato stampa:
"La Lancia, unico costruttore al mondo ad aver vinto dieci titoli mondiali Rally, dopo il quinto successo consecutivo della Delta e il titolo mondiale piloti, sospende l'attività agonistica.
Undici anni di successi hanno dimostrato l'ottima collaborazione tra Lancia e Martini Racing. La Martini Racing ha deciso di continuare l'attività sportiva. Per questo motivo la Lancia trasferirà a questa Scuderia le vetture e i piloti Juha Kankkunen e Didier Auriol. L'assistenza per le gare del prossimo Campionato Mondiale rally sarà assicurata dall'organizzazione Jolly Club.".
La Lancia abbandona i rally, ma la Delta e la Martini Racing rimangono: anche se nel 1992 i trionfi non mancheranno, questo è il preludio di quell'addio definitivo che a tutt'oggi fa piangere il cuore a tanti appassionati.

LA STORIA (Lancia Delta HF Integrale Evoluzione ):
Alla fine del 1991 la Lancia ha annunciato il suo ritiro dai rally; per il 1992 è la Martini Racing a proseguire l'impegno della Casa torinese in maniera semi-ufficiale: le vetture e i due piloti (Kankkunen e Auriol; Biasion invece lascia per trasferirsi alla Ford) arrivano direttamente dalla Lancia, l'assistenza tecnica invece è fornita dal Jolly Club.
Durante il 1991 era entrata in produzione una nuova versione della Delta, la HF Integrale, detta anche "Evoluzione" per distinguerla dalla vecchia Integrale 8v. Conseguentemente nel 1992 la Martini Racing può schierare la versione Gruppo A di questo bolide.
Molte le novità, che rispecchiano i cambiamenti della versione stradale: parafanghi ancora più sporgenti per allargare ulteriormente le carreggiate, cofano più bombato per alloggiare duomi più alti, alettone posteriore, nuove prese d'aria.
L'avversario più temibile è la Toyota, che ancora una volta punta tutto su Carlos Sainz, con Markku Alen come gregario; la Ford invece fa meno paura, anche se ha due piloti del calibro di Miki Biasion e François Delecour.
Al Montecarlo trionfa Auriol davanti a Sainz e Kankkunen; in Portogallo vince Kankkunen davanti alla Sierra Cosworth dell'ex Biasion.
Dei sei rally successivi, Didier Auriol ne partecipa a cinque e li vince tutti: Tour de Corse, Acropoli, Argentina, Mille Laghi e Australia: un vero record! Questa serie di prestazioni gli consente di recuperare il terreno perso tra Portogallo, Safari e Nuova Zelanda, gli ultimi due vinti da Sainz.
Al Sanremo non partecipa Sainz e Auriol potrebbe assestare un colpo quasi definitivo per il titolo mondiale: la gara viene vinta da una Lancia Delta, quella di Andrea Aghini, mentre Didier è costretto purtroppo al ritiro.
Si arriva quindi in Spagna dove vince Sainz, che ritorna in testa al mondiale, con Kankkunen secondo e Auriol solamente decimo.
Il RAC diventa allora la gara decisiva: Auriol è terzo nella classifica, dietro anche a Kankkunen, ma i tre piloti sono racchiusi nello spazio di 3 punti.
Di conseguenza in Gran Bretagna si ha un duello a tre: chi vince, vince tutto.
La sfortuna vuole che Auriol sia costretto al ritiro per la rottura di una candela, con Kankkunen di nuovo secondo dietro a Sainz, che si laurea così per la seconda volta campione del mondo.
Grazie a ben sei secondi posti, una vittoria e due terzi posti, Juha diventa vice-campione andando sempre sul podio in tutte le sue 9 partecipazioni, contro le 10 dei suoi due rivali.
Auriol invece paga con il terzo posto finale una stagione incostante, segnata da ben 6 vittorie (record tutt'ora imbattuto) ma anche da 3 ritiri nelle gare decisive e da un 10° posto
Nonostante ciò, la Lancia vince per l'undicesima volta il titolo mondiale rally: purtroppo sarà anche l'ultima.
Nel 1993 il Martini Racing abbandona il mondiale e, sempre con le Delta, si concentra nel campionato italiano; a rappresentare i colori italiani nella serie iridata rimane quindi impegnato solo il Jolly Club che opera a livello di scuderia privata, ormai privo di sostegni da Lancia e Abarth. Auriol e Kankkunen passano alla Toyota, mentre Carlos Sainz clamorosamente firma per il Jolly Club, che in alcuni rally schiera anche Andrea Aghini e Alex Fiorio .
La stagione è veramente misera: Sainz ottiene il suo migliore risultato in Grecia con un secondo posto, altrimenti è 4° al Tour de Corse e in Nuova Zelanda. Al Sanremo giunge secondo, ma viene squalificato, al Montecarlo è addirittura 14°, poi si ritira in altri quattro rally.
A fine anno è ottavo nel mondiale: un vero e proprio disastro.
Magre consolazioni vengono da Tommi Mäkinen che pilotando una Delta del Team Astra arriva 4° in Svezia e in Finlandia, oltre a un 6° posto in Grecia (gli unici tre rally del mondiale a cui partecipa).
In Portogallo Aghini è terzo con Fiorio sesto, mentre all'Acropoli Andrea è quarto ed Alex settimo; in Spagna Fiorio è quinto.
Si conclude così la trentennale tradizione rallystica della Lancia: i motivi di questo ritiro non sono ancora ben chiari.
Ufficialmente i vertici Fiat erano intenzionati a concentrare le risorse economiche nel DTM in cui si stava impegnando l'Alfa Romeo, che doveva tornare l'unico marchio sportivo del gruppo; però non sembra una buona scusa per rinunciare al mondiale rally, meno costoso e più redditizio (in termini di pubblicità) del DTM.
Così come non sembra un buon motivo cancellare in un colpo tutta la tradizione sportiva della Lancia per far risaltare maggiormente quella dell'Alfa Romeo, che non ha certo bisogno di stratagemmi del genere.
Probabilmente i motivi furono altri, anche se risulta difficile individuarli perchè anche oggi, nonostante i vertici Fiat siano cambiati, le posizioni rimangono le stesse.
Dopo il 1993, gli unici successi a livello mondiale della Delta arrivano nel 1995, con Aris Vovos all'Acropoli e Jorge Recalde in Argentina: due rally la cui validità quell'anno era ristretta al solo mondiale due ruote motrici (F2).
Successivamente la Delta ha continuato a correre in campionati minori (continentali e nazionali) e continua tutt'ora, grazie all'estensione di omologazione concessa dalla FIA.
Fra i successi più recenti ricordiamo la vittoria della Mitropa Rally Cup nel 1999 con Ezio Soppa, e il trionfo nel Rally del Libano 2000 (uno dei più importanti al di fuori del mondiale) con Roger Feghali.


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