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Cane Michele

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"Questi sono venuti sino qui per vedere lo spettacolo. Perderemo 2/3 secondi, ma li facciamo contenti ! "
E così, via un bel "traverso" !!
In queste poche parole si può riassumere lo spirito con cui Michele affrontava le corse, mettendoci quel pizzico (questo è un eufemismo !) di spericolatezza che lo distingueva.
Chi scrive queste righe (Renzo Melani n.d.r) ha avuto il privilegio e l'onore, di dividere l'abitacolo con Michele per alcune stagioni e vuole qui riassumere le gare più belle e significative.
Il nostro sodalizio inizia nel 1978 partecipando alla Targa Florio, gara d'inizio del Campionato Italiano, con un Porsche Carrera 2.7 Gr 3, dove ci ritiriamo, nella seconda tappa, sulla velocissima discesa della prova di Lascari per la rottura del cambio.
Dopo questa gara, Michele decide di passare ad una vettura più piccola, dove potrà meglio esprimere le sue doti di guida che riassumeva dicendo: "per andare forte: marcia lunga, macchina morbida".
Si orienta sulla Kadett 2.0 GTE, in allestimento Gr 1, preparata da Conrero e con l'appoggio del concessionario OPEL di Omegna, Dario Vercelli, che già seguiva, e ci correva lui stesso, le Ascona (il tipo A) dei vari rallisti della zona (Fancelli, Bellosta, De Marco, Pedretti, ecc).
Il debutto è al 4 Regioni del 1978, gara difficile con fondo sia d'asfalto che di terra e inizia il confronto, che durerà due stagioni, con i più quotati conduttori del Gr 1, tutti (o quasi) sulle Kadett.
Questa gara non viene finita per rottura meccanica ma, la settimana seguente a Pordenone in una gara tutta su asfalto, si conferma padrone incontrastato del Gr 1, conquistando il 6° posto assoluto.
Gli sono bastate due gare per "prendere in mano" la macchina, ben diversa dalle potenti Porsche prima usate.
Nel 1979 Michele è convinto (con giusta ragione) che nel Gr 1 nazionale avrebbe potuto ben figurare e quindi la stagione è impostata sul Kadett e con un programma impegnativo.
Corre alcune gare anche con altri navigatori ma per il 21° Rally di Sanremo, la coppia si riforma. E' la prima partecipazione ad una prova di Campionato Mondiale.
Tutte le prime prove in asfalto nell'entroterra vengono affrontate (stranamente) con circospezione ma comunque mantenendosi sempre nelle prime posizione del Gr 1, a stretto contatto dei leader, Tognana, Presotto, Biasion.
Ma quando si arriva sulla terra toscana, la musica cambia. Michele inizia a staccare tempi notevoli, recuperando posizioni e imponendo il ritmo.
Ma la malasorte è vicina: durante una prova sulla terra per avvicinarsi a S. Marino, di prima mattina, in una destra veloce in cima ad una collina, un bilanciere delle valvole decide di spezzarsi lasciando Michele, in pieno "traverso", senza motore. Il risultato, ovvio, è l'uscita per la tangente fermata da una rete metallica di confine del terreno, che catapulta la macchina in alto facendola ricadere pesantemente sul tetto. Nessun danno all'equipaggio ma, il Kadett è alto si è no un metro ! Ma non finisce lì ! Il concorrente dopo, arrivando sparato vede la macchina fuori e frena violentemente, partendo anche lui per la tangente e atterrando direttamente, ruote con ruote, sul Kadett "posteggiato" sotto. Se non era ancora tutto rotto, ora lo era, eccome ! Ovviamente, gara finita !
Questa gara però, anche se finita male, ci convince che nel Gr 1 ben pochi (se non nessuno!) può stare davanti e quindi, due settimane dopo, ci si presenta al Rally della Lana di Biella con l'animo battagliero.
Ci saranno tutti i migliori del Gr 1.
La gara inizia male. Già alla seconda prova, in una inversione molto stretta tra le case, in una violenta scodata si picchia il posteriore sul lato sinistro perdendo paraurti, coperchio del baule e stortando (per fortuna non molto) la parte posteriore.
Non importa, si va avanti continuando a staccare tempi impressionanti: stabilmente sempre nelle prime 5/6 posizioni dell'assoluto.
Al secondo giro sulla prova della Panoramica Zegna, in piena notte, durante un "traverso" si centra violentemente un paracarro d'alluminio (forse quello era in titanio !) che sfonda la porta lato navigatore facendo saltare il vetro.
Nonostante tutto, i tempi nelle prove sono sempre ottimi e si finisce la gara vincendo il Gr 1 e ottenendo il 6° posto assoluto, primo dei privati. A fine gara la macchina viene verificata. Tutto OK: il risultato è confermato.
Questa gara è il preludio ad un'altra ottima prova che verrà fornita da lì a poco: il Rally della Val d'Aosta.
La gara, caratterizzata quell'anno da poca neve ma da moltissimo ghiaccio, si adatta particolarmente alle doti funamboliche di Michele che, soprattutto in discesa, stacca tempi da assoluto.
Vi è un aneddoto interessante: vi erano due prove in successione, S. Pantaleone, salita e discesa con la parte in cima innevata e la seconda prova (in discesa) che arriva a fondo valle, completamente asciutta.
Con Michele si decide che, se il breve trasferimento tra la fine prova e l'inizio di quella dopo dove non era possibile piazzare alcuna assistenza, fosse stato percorso al ritmo di una P.S., si avrebbe avuto il tempo di cambiare le gomme, smontando i chiodi e montando le slick che, però, si dovevano portare appresso in vettura.
La mossa si rivelerà vincente; in tutta fretta le gomme vengono cambiate e alla prova dopo arriva il miglior tempo assoluto !
Purtroppo più tardi, alla penultima prova, una banale toccata buca il radiatore ed è il ritiro.
In quel momento la classifica ci vedeva primi del Gr 1, quinti assoluti e primi dei privati.
In quell'inverno, OPEL Italia in collaborazione con Conrero decide di allestire uno Junior Team e chiama a raccolta i migliori giovani che si erano messi in luce con le loro auto,sia di Gr 1 che Gr 2, tra cui Michele.
Il 1979, che sarà un anno di alti e bassi, inizia con la Targa Florio con il Kadett Gr 1, dove ci si ritira per il distacco della barra antirollio anteriore, che provoca una pesante toccata contro un muretto.
La stagione continua con la partecipazione alle altre gare del campionato, Costa Smeralda, Ciocco, Elba, Colline di Romagna, dove, per vari motivi ma sempre in ottima posizione di classifica, non si riesce mai a vedere il traguardo.
Da ricordare la gara dell'Elba dove, durante la seconda tappa improvvisamente, dopo la prova del Monte Calamita, si fessura il serbatoio della benzina dovuto allo sfilamento di una bretella di sostegno (erano due); i C.O. in quella gara erano molto "tirati" e per non "pagare" si è dovuto ripartire dall'assistenza con il meccanico ancora nel baule che fissava il nuovo serbatoio. Purtroppo però durante la prova successiva (la terra dell'isola non aveva pietà), un corto circuito mandava a fuoco il cruscotto, prontamente spento con l'estintore di bordo, ma ormai la gara era finita.
Due settimane dopo partecipa al Rally di Radicofani dove, partendo con il numero 2, Michele decide per il ritiro per …"stanchezza".
Infatti tornava da una settimana lavorativa durante la quale non era stato mai in Italia ed eravamo partiti verso Radicofani al sabato nel pomeriggio, avevamo provato tutta la notte e si correva la domenica, di giorno.
Dopo circa 6 ore di gara non sapeva più "chi era" e così si decise che era meglio ritirarsi anziché fare ulteriori danni.
Per l'anno seguente Michele decide che era il caso di aumentare un po’ i cavalli a disposizione e decide così di passare all'Ascona (tipo B) che Opel aveva appena proposto in versione 2.0 GTE.
La macchina però, in versione Gr 1, lascia molto a desiderare. Più pesante del Kadett, più lunga, con un cambio lungo e senza omologhe specifiche, viene usata al colline di Romagna come gara test dove non arriva al traguardo per manifesta inferiorità.
Decide così di metterla nelle mani del "mago" Conrero per farla diventare un Gr 2 da 190 Cv. La sua idea è di partecipare per la seconda volta a Sanremo ma con più "divertimento" e, appena allestita, viene utilizzata nella gara di casa, il Rally delle Valli Ossolane, dove si finisce terzi nell'assoluto, primi di Gr 2, primi di Classe e ottenendo due scratch in altrettante prove.
Il Sanremo è alle porte; la gara si prova con le note dell'anno precedente facendo un solo passaggio di verifica e "aggiustamento" e passando sulle nuove prove una sola volta.
Questa sarà la migliore gara di sempre, anche se non si vedrà il traguardo.
Anche in questa occasione le prime prove di asfalto sopra Sanremo sono affrontate con relativa calma ma, dopo il lungo trasferimento autostradale che porta alle prove sulla terra toscana, Michele si scatena.
I tempi sono sempre nei primi dieci della generale (e siamo ad un mondiale !) fino ad arrivare alla neutralizzazione sopra S. Marino dove, con sorpresa, vediamo arrivare i navigatori di Rohrl, Vatanen, Mikkola, Frequelin, Toivonen a chiedere la tabella di marcia, per annotare i tempi. Una immensa soddisfazione !!
Alla fine della tappa, dopo la prova 36, nella piazza di Siena si è decimi assoluti, primi della OPEL private (sono davanti solo Kleint e Cerrato con i Gr 4 ), primi della classifica Promotion e dei privati.
La tappa successiva prevede, dopo alcune prove ancora sulla terra toscana che sono affrontate sempre con un ritmo molto veloce, il ritorno in Liguria, ancora in autostrada.
Si arriva così, durante la notte, al parco assistenza della OPEL di Conrero a Savona dove, nelle 3 ora a disposizione, i meccanici della squadra ufficiale si prendono cura dell'Ascona, sistemando e sostituendo tutto ciò che la "dura" terra toscana aveva distrutto.
Ripartiamo per completare le tre prove su asfalto che portano a Sanremo dove ci sarà la fine della 3° tappa, in attesa dell'ultima, fantastica, notte.
Completata la prima prova senza alcun problema e con la macchina che rispondeva benissimo, nel trasferimento alla seguente, di colpo, il motore inizia a perdere potenza; un sibilo proveniente dalla pompa elettrica della benzina, pervade l'abitacolo e la macchina si ferma. Trascorso qualche minuto, il motore si riavvia. Si va ancora, ma solo per poche centinaia di metri: altro sibilo e di nuovo fermi. Comunichiamo agli altri equipaggi che seguono di avvisare l'assistenza OPEL del problema, cercando di arrivare, almeno, all'inizio prova. Ma il tempo passa inesorabilmente e dopo 30 minuti si è ormai "fuori tempo massimo". La gara finisce lì.
A quel momento la classifica ci vedeva 6° assoluti, primi dei privati, primi delle OPEL, primi nella Promotion e secondi di Gr 2 (davanti era rimasto solo H.Toivonen, con il Talbot Lotus).
A posteriori si scoprirà che nel serbatoio vi era una "pallina" di silicone (nessuno mai saprà come diavolo è finita lì) che si è infilata nel tubo pescante della benzina, otturandolo parzialmente.
Senza perdersi d'animo (non era nella sua natura) si decide di partecipare ancora al Rally della Val d'Aosta dove anche questa volta continua a impressionare per i tempi che riesce a fare, ma anche questa volta non si vede ancora al traguardo. Il bilancio della stagione non era certo positivo: 13 partenze e 1 solo arrivo ! In compenso, i migliori tempi nelle prove speciali non si contavano !
L'anno dopo Michele decide di limitare la partecipazione alle gare e ne corre solo 2, tornando al Kadett ma in versione Gr A.
Gli anni seguenti vedono Michele particolarmente impegnato nell'attività lavorativa e le corse sono trascurate; il suo intento era quello di preparare per l'anno 84 un rientro "alla grande".
Si stava studiano la possibilità di fare il Rally di Montecarlo, una gara che da sola sarebbe valsa tutta la stagione.
Purtroppo, il 28 novembre 1983 durante un tragitto che avrebbe dovuto portarlo ad Alessandria per lavoro, in località Acqui Terme ha un incidente con un piccolo trattore che, improvvisamente, sbuca da una strada campestre.
Sul momento non pare aver subito grossi danni ma poco dopo, già ricoverato all'ospedale di Alessandria per la frattura del braccio sinistro, viene colpito da un edema cerebrale che non gli darà scampo.
Si spegne venerdì 2 dicembre 1983.
Si chiude così la breve vita (aveva 29 anni) di Michele, ma non il suo "mito".
Nell'ambiente motoristico del Novarese e del Verbano (e non solo) ancora oggi è ricordato per i suoi funambolismi e per il suo modo spregiudicato e spettacolare di interpretare i rally.


Ciao Michele !!

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