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Alen Markku

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Nato a Helsinki (Finlandia) il 15/02/1951 Markku Alen è uno dei rallysti più vincenti di tutti i tempi. Ha conquistato 19 rally del Campionato Mondiale, comprese 6 vittorie nel 1000 Laghi finlandese, il suo rally di casa. Considerando anche il Sanremo 1986, che venne annullato, le sue vittorie sarebbero 20. Nonostante tutte questo impressionante palmarés, Alen non vinse mai il titolo mondiale. Vinse nel 1978 la Coppa FIA per Piloti, che era il trofeo più importante per i piloti prima che venisse loro riservato un Campionato Mondiale dal 1979.
Markku è uno dei tanti ragazzi finlandesi cresciuti ammirando le gesta eroiche dei primi "flying-finn" (i "finlandesi volanti": Timo Makinen, Rauno Aaltonen, Simo Lampinen, Pauli Toivonen e altri) quando, a 18 anni appena compiuti, partecipa al suo primo rally, a bordo di una Renault 8 Gordini.
Nel 1973 viene istituito il Campionato Mondiale Rally Costruttori e Alen fa il suo ingresso nel giro iridato al 1000 Laghi al volante di una Volvo 142, con la quale arriva secondo dietro alla Escort di Timo Makinen; questo ottimo risultato gli vale una Escort RS 1600 per il RAC dello stesso anno, dove giunge terzo. Un debutto del genere non passa inosservato e la Fiat, che vuole arrivare al titolo mondiale, ingaggia Alen per la stagione '74 e le seguenti.
Con la sua prima auto ufficiale, una 124 Abarth, ottiene quindi tre podi: un buon risultato che però non basta ad impedire la vittoria dell'iride da parte dei rivali della Lancia; nel 1975 Alen firma il suo primo successo mondiale (e ultimo successo della ormai obsoleta 124 Abarth) al rally del Portogallo.
Nel 1976 raccoglie un piazzamento al Montecarlo per poi dedicarsi allo sviluppo della nuova 131 Abarth: passa un mese e al Mille Laghi Markku porta al primo successo la nuova vettura torinese.
Il 1977 è una stagione storica: Alen si ripete in Portogallo e la Fiat ottiene altre quattro vittorie, portando a casa il mondiale costruttori tanto atteso.
L'anno seguente la Fiat concede il bis e Markku vince in Portogallo e in Finlandia, ottiene due secondi e un terzo posto. Nel finale di stagione sale sulla Stratos "Pirelli" (mantenendo però la tuta Fiat-Alitalia) con la quale vince il Sanremo e la Coppa Piloti FIA; con la Stratos colleziona anche un ritiro al RAC.
Nel 1979 riprende il volante della 131 Abarth, con la quale vince in Finlandia (per la terza volta) e ottiene vari piazzamenti: a fine anno si classificherà terzo nel Campionato Piloti appena nato.
Arriviamo al 1980 e Alen è ancora in Fiat: per la Casa torinese è un'altra stagione vittoriosa; non si può dire lo stesso per Markku che soffre la presenza di un ingombrante compagno di squadra quale è Walter Röhrl. Röhrl vince infatti il mondiale, mentre Alen si deve accontentare della quarta vittoria al Mille Laghi e di un paio di podi.
Il 1981 è un anno particolare: è l'ultima stagione della Fiat e Alen conquista in Portogallo l'ultimo successo della mitica 131 Abarth.
Col 1982 Markku passa alla Lancia e ha il compito di svezzare la Rally-037: è un anno poco esaltante e la vettura sembra impotente nei confronti della concorrenza.
Nel 1983 però alla Lancia si riforma l'accoppiata Alen-Röhrl che, con una serie di risultati straordinari, conquista il titolo costruttori; in particolare Alen vince al Sanremo e in Corsica e va sempre a punti negli altri rally.
1984: Röhrl lascia la Lancia e Alen viene affiancato da Bettega, Biasion e Henri Toivonen; Markku si ripete al Tour de Corse, ottiene quattro podi e vari piazzamenti: tutto ciò gli varrà il terzo posto finale nel mondiale.
Il 1985 è un anno di transizione in attesa della nuova Delta S4: la Rally-037 non è più all'altezza e i risultati di Alen sono magri. Al RAC debutta la S4 e Markku conquista il secondo posto dietro al suo compagno e connazionale Toivonen.
L'anno seguente inizia male per Alen: molti ritiri e pochi podi; inoltre c'è la tragedia di Toivonen al Tour de Corse che dà un terribile colpo alla Lancia. Nonostante ciò, il finale di stagione di Markku diventa trionfale: sempre sul podio nelle ultime sei gare, vince al Sanremo grazie alla squalifica delle Peugeot. Vince anche l'Olympus Rally e per una decina di giorni Alen è campione del mondo, fino a quando la Federazione accoglie il ricorso della Peugeot e annulla il Rally di Sanremo a campionato già finito! Di conseguenza i titoli iridati vanno alla Casa francese e al suo pilota di punta Juha Kankkunen.
Alen ha perso quel mondiale dopo una stagione lunga e difficile per un distacco davvero minimo e una decisione discutibile: una vera beffa!
Nonostante ciò, Alen afferma che non è cambiato nulla nella sua vita: "...il mondiale è come una coppa in più o in meno...la vittoria più importante è avere sempre avuto feeling col mondiale".
Anno 1987: inizia l'era delle Gruppo A e Markku è ancora in Lancia: con la Delta 4WD segna una tripletta (Portogallo, Acropoli, Finlandia), ma nel mondiale è solo terzo dietro ai suoi compagni Kankkunen e Biasion.
Nel 1988 coglie la sesta e ultima vittoria nel suo rally di casa, vince anche in Svezia, al RAC e va a punti varie volte, ottenendo il secondo posto finale dietro a Biasion.
Il 1989 porta Didier Auriol in Lancia e Alen partecipa a soli tre rally, ottenendo due podi. A fine stagione inizia a pensare seriamente al ritiro, ma David Richards lo chiama alla Subaru Prodrive per sviluppare la Legacy. Markku accetta e per due stagioni (1990 e 1991) corre con la vettura anglo-giapponese: il primo anno sono quasi tutti ritiri, mentre il secondo è un po' meno avaro di risultati, ma sempre di secondo piano. Inoltre alla Subaru arrivano Ari Vatanen e Colin McRae, così Alen cambia aria e nel 1992 va alla Toyota ad affiancare Sainz. Il feeling con la Celica però non è eccezionale e Markku ottiene solo una serie di piazzamenti e il quinto posto nel mondiale.
Durante il 1993 partecipa saltuariamente a qualche rally con diverse vetture, poi decide di abbandonare il mondiale.
Fino al 1996 continua a disputare rally europei (tra cui il campionato belga) con auto private, nel 1995 partecipa anche a qualche gara del DTM-ITC con l'Alfa Romeo 155 V6 Ti. Per quattro anni si cimenta nel Trofeo Andros, il campionato francese di corse su ghiaccio, dove guida per il team Opel ottenendo buoni risultati e un ruolo da protagonista.
Dopo essere stato testimonial per l'Alfa Romeo, diventa commentatore di rally per la televisione finlandese (suo attuale impiego); nel frattempo continua a seguire da spettatore il mondiale e partecipa a raduni storici dove spesso dà spettacolo a bordo di vecchie auto da rally.
Poi nel 2001, a 50 anni compiuti, decide il grande ritorno, per una gara sola: il suo rally di Finlandia. Ottiene una Ford Focus WRC del '99 e disputa un ottima gara, ma nella penultima PS il cambio rimane bloccato in sesta. Markku sembra meditare il ritiro, ma vuole concludere degnamente la sua carriera iridata e continua fino al traguardo ottenendo la sedicesima posizione assoluta.
Poche settimane dopo lo ritroviamo fra gli iscritti al Costa Smeralda, rally valido per il Campionato Italiano e per il Trofeo Terra: questa volta è alla guida di una Impreza WRC del Team Aimont, in squadra con Cunico e Navarra. E' una gara entusiasmante in cui si confrontano i più forti piloti italiani: Alen è sempre veloce e spettacolare, ma è spesso costretto a fare da "apripista" sui difficili sterrati sardi; questo lo porta ad accumulare non pochi secondi di ritardo, ma alla fine ottiene comunque un buon quarto posto dietro ai suoi due compagni di team, mancando di un soffio il podio.
Nel settembre 2002 Alen concede il bis: si ripresenta al Costa Smeralda con una Subaru Impreza WRX STi, una gruppo N preparata direttamente dalla Prodrive, e questa volta ottiene un risultato degno di un grande campione come lui: conquista il quarto posto assoluto dietro tre WRC ed ottiene la vittoria fra le vetture Produzione, dopo un duello da antologia col rivale Silvio Pianezzola, su Lancer Evo 7. Chi ha potuto assistere alla gara dice di avere rivisto lo stesso Alen che vinceva nel mondiale con le Lancia e le Fiat.
E ora?
Per il momento c'è il suo incarico alla TV finlandese, inoltre lo si può trovare spesso a seguire dal vivo i rally del mondiale. Volante appeso al chiodo quindi? Non è detto, d'altronde Markku è sempre in vena di sorprese....
A differenza di tanti altri suoi colleghi, Alen si è ritirato dal mondiale quando praticamente non ha più avuto un volante ufficiale.
Markku, nel suo caratteristico italiano, spiega perché: "Allora ricorda fermato perché qualche problema e no tante squadre. Bene bene, meglio tu fare il 110% in una grande squadra, no niente 99%. Allora è arrivato molto difficile perché tutti portavano soldi, mentre io vuole soldi, capito? Quando parlavi e dicevi io voglio sedile, ti diceva ok costa così, adesso non ricorda quanti dollari, mentre io vuole dollari...".
Alen continua a seguire il mondiale rally e spiega cosa è cambiato dai suoi tempi: "...per me bellissimo ma forse per me manca più rumore. Oggi macchina arriva e no rumore, e forse manca un poco di cavalli... per me rumore molto importante, non corse senza rumore, ed oggi solo macchina di kit senti rumore. Mitsubishi ed altre macchine arriva come gruppo N, anzi molte di queste più rumorose di WRC. Forse anche questo perché tutte macchine uguale cavalli, ma questo buono perché pilota che arriva, tira, tira e fare bene".
Sul tema sicurezza dice: "Una cosa molto importante è niente buio, perché di giorno tutti guida veloce e vede bene, e per sicurezza questo molto importante. Mai successo come oggi che tutti arriva in 5-10 secondi, questo perché tu vede bene sempre, mentre noi fatto partire rally in buio, finisce mezzanotte per ripartire mattina e così via, e tre quattro prove sempre con notte. Adesso che guida ancora più veloce idea molto buona per sicurezza".
I rally che ricorda con maggiore piacere sono il Portogallo 1975 (prima vittoria nel mondiale), il Mille Laghi 1976 (prima vittoria della 131 Abarth), l'Olympus 1986 ("...grande guerra Lancia contro Peugeot..."); inoltre "...come difficile dimenticare Corsica dove vinto due volte, questo prima di brutte storie di Bettega e Toivonen".
Markku dà anche qualche consiglio ai giovani rallysti: "...l'importante è non fare il 99%, ma il 110%. Meglio in testa a rally e poi fai incidente o capottare: se tu fare 99% solo decimo o undicesimo, tu mai vince e nessuno conosce per te. Prime gare al RAC o al 1000 Laghi io sempre primo, dopo cappottato oppure incidente. Se tu fare maximum attack tu vince oppure fare incidente e questo per me è piede giusto per un giovane in prime gare. Oggi difficile perché macchina costa molto e molti dicono piano, piano, ma se accetti questo meglio restare national rally e no gare internazionale. Tu tira, o resta a casa".
Da queste poche frasi si capisce chiaramente il carattere di Alen: una persona sincera, ma sempre simpatica e gentile. Un pilota grintoso dallo stile aggressivo, amante delle spettacolarità ma con un occhio sempre rivolto alla sicurezza.
Coi suoi tecnici ha sempre avuto rapporti di grande amicizia e collaborazione, d'altronde è uno dei piloti più amati di tutti i tempi: tifosi, meccanici, piloti sono tutti concordi a riconoscergli un ruolo di primo piano nella storia del rally, sia dal punto di vista tecnico che da quello umano. E lui ricambia, dedicandosi spesso a manifestazioni ed esibizioni davanti ai suoi sostenitori e dichiarando di avere una grande nostalgia dell'Italia e del team Lancia.


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